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    November 14

    Che ti prende?

    Un giorno grigio fin dalle prime ore del mattino, un mercoledì (da leoni), condizioni ideali per partire alla volta delle onde della costa tirrenica.

     

    Voci di bombe, mare grosso, incasinato, troppo per chi conosce i suoi limiti, troppo per chi vorrebbe essere ma non è. Paura, voglia del mare, ma ancora tanta tanta paura. Paura di che? Di non essere all’altezza, di farsi male, di non divertirsi, del freddo, del buio che c’è quando vai giù e l’onda ti frulla per tre volte.

     

    Fare i conti con se stessi è più difficile di qualsiasi onda, è un muro di 8 metri con sotto un reef così tagliente che cadere significherebbe compromettere la vita.

    Fare i conti con se stessi significa accettarsi per ciò che si è, con i propri limiti.

    Fare i conti con se stessi a volte significa arrendersi a qualcosa di più grande di noi. E’ umano.

    Fare i conti con se stessi significa prendere coscienza di sé, di ciò che si è, per non apparire agli altri in un modo che non ci appartiene.

     

    E allora questa Chiara non è poi così wonder woman come sembra. Chiara a volte ha paura. Conosce i suoi limiti, rispetta sé e il mare. Ha un cuore ribelle, ma una forte legge morale dentro, un airbag che scatta in caso di pericolo. Sa ascoltare il battito del suo cuore, lo ha imparato molto tempo fa quando correva al campo scuola e il suo cuore le raccontava tutto di lei. Chiara si conosce più di ogni altro e i suoi occhi allo specchio non possono mentirle, agli altri forse si. Quegli stessi occhi che oggi le hanno detto: ricordati chi sei, non avere paura di mostrarlo, abbi il coraggio di ammettere i tuoi limiti e la serenità di accettarlo.

     

    Ci saranno ancora onde, ci sarà un cuore pieno di gioia nel cavalcarle, ci sarà sempre quel buio sotto pronto a tirarti giù, ma sarò consapevole di cosa sono e fin dove posso spingermi, la livella del cuore farà il resto.

     

    October 01

    Come sono VERAmente

    Questo ultimo periodo mi ha messo a dura prova, confrontandomi con una realtà spesso difficile da accettare e da vivere.

    Quando ti svegli e senti un peso al cuore ed un vuoto dentro, quando vorresti che la giornata appena cominciata fosse già finita, quando guardi la città dal finestrino dell’auto e non sai dov’è casa, dove stai andando.

     

    Poi complici le note di un pianoforte guardo ancora una volta fuori e ripenso a quanto è bello il cielo, la quotidianità o sentirsi semplicemente vivi. Quanti sorrisi non ho regalato, quante emozioni non ho ancora vissuto, quante volte ho offuscato i miei sogni dietro i fantasmi dell’insicurezza.

     

    Ho pregato, portami via, in un luogo lontano, un luogo in cui ricominciare e ritrovare la gioia, riportami indietro, alla vita, quando uscii dalla pancia di mia madre e l’orologio degli Dei cominciò a scandire i miei battiti, forti e sicuri.

     

    E ancora dal finestrino vedo la città, quella moltitudine di persone lasciata libera nell’esistenza, in mezzo ci sono anch’io, è così bello far parte di qualcosa di grande mi dico.

     

    Abbasso il finestrino e il vento d’Europa viene a trovarmi, mi accarezza i capelli e non c’è più panico in me, comincio a danzare con la mente, danzo sotto la pioggia, è una danza magica, dall’acqua e nell’acqua.

     

    Scoprire la mia fragilità è stata la cosa più bella della mia vita, mi ha fatto tornare a vivere e ora è come se fossi su un aereo e sorvolassi New York, dall’alto capisco meglio il suo scorgere, dall’alto tutto diventa piccolo ma immenso.

     

    E’ come un quadro, penso al Bacio di Klimt, dolce e passionale, disperato ma così vero come l’amore. E’ come rinascere nuovamente.

     

    Prendimi ed io ti seguirò. Così, come sono VERAmente.

    September 21

    letture notturne...

    Finito un libro di solito chiudo gli occhi per assaporarne le immagini.
    Inizia il viaggio.
    Esploro emozioni mai provate, ma conosciute con l'intelligenza dell'istinto. E' un gioco di prestigio, uno dei tanti viaggi bizzarri che amo fare, si chiama Vita. 
    September 14

    Se adesso...

    Se adesso tutto si potesse fermare

    Se adesso il mio cuore la smettesse di battere a questa velocità

    Se adesso la smettessi di sentirmi inadeguata

    Se adesso potessi essere trasparente

     

    Ti accorgeresti che non riesco a confondermi con gli altri

    Ti accorgeresti dei miei occhi smarriti

    Vedresti un’anima pesante, schiacciata da troppe paure

    Ali che non sanno volare

    Una melodia che non ha ritmo

    Un atleta che arranca

     

    Sentiresti pensieri che si contraddicono

    E convinzioni che si smontano

    September 10

    semplicità...

    Semplicità è...
     
    ...leggere un libro seduta sul muretto di Ponte Milvio, scaldata dal tiepido sole di settembre. 
    ...una pizza a casa con gli amici, con gelato e panna finale.
    ...i nonni che portano per mano i nipotini.
    ...la mamma che prepara una crostata e il papà che gioca con il cane.
    ...il vento che ti muove i capelli.
    ...un giro in macchina nella notte, la radio che suona.
    ...il profumo del bucato.
    ...il pranzo della domenica.
    ...il tramonto al mare.
    ...ballare da soli in  casa, liberarsi dagli schemi.
    ...una coperta, due panini e un cuore che ti scalda sdraiati su un parco.
    ...svegliarsi al mattino accanto ad una persona e passare la giornata col suo profumo addosso.
     
    Semplicità è vivere di momenti, è essere se stessi sempre, è pace, è guardare la vita da un punto privilegiato per innamorarsene ancora...
    September 03

    Bali 2007: ho imparato.

    Chi mi conosce lo sa che non amo parlare, ma scrivere...infondo scrivere è una forma sofisticata di silenzio e magari servirà a colmare i miei.
    Bali 2007...ho imparato.
     
    Ho imparato che l'ultima sera delle vacanza è sempre la più bella.
    Ho imparato che ci si può innamorare in un secondo e lasciarsi in un centesimo.
    Ho imparato che il mondo non è qui, è là fuori.
    Ho imparato il rispetto delle culture e delle religioni.
    Ho imparato che la mia libertà non ha prezzo.
    Ho imparato che un tramonto vale più di mille sedute dallo psicologo...e costa anche meno!
    Ho imparato che sono innamorata dell'amore, come la Marini! (va beh questa è chiaramente una cazzata)
     
    Ho imparato che se ami una persona non devi mai smascherare i suoi sogni, il più grande ed illogico sei tu.
     
    Ma soprattutto ho imparato che le persone non cambiano, ma a volte si ritrovano.
     
    Bentornata Principessa.
    July 17

    Ne è valsa la pena?

    Sono tornata a casa ultimamente, la mia vera casa, quella fatta di strade note, di ricordi ad ogni angolo, di vecchi amici di scuola, di cose certe, ormai trite e ritrite, ma per questo meravigliose.

    Sta volta mi sono sentita un’estranea in casa, una che guarda dalla finestra cosa succede nella festa in cui sarebbe dovuta essere. Tutti si divertono, complici di un passato, di una storia scritta nel tempo e col tempo. E io me ne sono andata tanti anni fa, lasciando quell’albero da cui sono cresciuta, ne è valsa la pena?

    Me lo chiedo ogni volta, ne è valsa la pena lasciare la mia casa, i miei genitori, i miei ricordi, amicizie nate a scuola, la mia vita vissuta? Non so rispondere, è troppo difficile valutare, dovrei soppesare ogni momento degli ultimi anni trascorsi a Roma e comunque non saprei mai cosa mi sono persa.

    Cosa ho trovato? Tanto, me stessa, le mie debolezze, il mio coraggio, la mia voglia di conoscere, scoprire, creare, essere Chiara…troppo importante.

    Se potessi mettere su un piatto della bilancia tutto questo non so da che parte penderebbe il peso, passato o presente? Preferisco il futuro, sempre!

    July 04

    ...

    NON SI PUO' LEGGERE LA MANCANZA, SOLO AVVERTIRLA...
    June 26

    Viaggio a New York

    Ho letto una frase: “Il viaggio è la destinazione”...è proprio vero, infondo per quanti luoghi visitiamo, per quante attrazioni vediamo, alla fine quello che resta sono le emozioni che ci hanno lasciato, il viaggio interiore che abbiamo fatto facendo quel viaggio.

    Un viaggio nel viaggio! E magari torniamo anche cambiati o con una consapevolezza diversa della vita, magari migliore, magari apprezzerò un pò di più quello che ho e quello che ho visto nei miei viaggi e che vorrei tanto trasmette attraverso le parole.

    Colori, odori, razze, storie incrociate, vite vissute, vento che soffia, destino, pura follia, sorrisi, paura, eccitazione, malinconia…non si può descrivere un’emozione, solo avvertirla.

    Lontano in silenzio ho osservato, incrociato chissà quale storia, mi piace pensarlo. Poi un giorno di sole il ponte dei sogni, se vuoi – urlava un barbone – puoi attraversarlo ragazzo, al di là del ponte tutto è possibile, se ci credi.

    Come on…

    Sul tetto del mondo, top of the Rock, dal fiume Hudson, la prospettiva non dipende dell’altitudine, ma da come la nostra anima si pone rispetto alla vita. Ora che sento il mondo è più forte il vento, penso a quante volte allo stesso vento ho affidato il mio cuore per cullarmi ancora un po’.

    Abbi il coraggio di fare un passo indietro. E se non trovi le parole, una ragione, fai un passo avanti, vedrai che il cielo è blu e il resto poi non serve più. 

    Potessi trattenere ogni singolo sguardo, potessi trattenere il respiro, potessi trovare le parole giuste per raccontare me e quello che vedo, potessi raccontare un gusto nuovo per assaporare il mondo, avrei la certezza di conoscere un posto che non c’è…ma io ci sono stata!

    Al prossimo viaggio, al prossimo sogno, un’altra storia da raccontare con occhi sempre diversi.

     

    June 06

    Si dice che...il SuRf

    Si dice che l’animo del surfista, come quello del poeta, sia nomade per natura, e che sia quell’irrequieta ricerca che divide gli uomini tra realisti e sognatori a determinarne le scelte e a segnarne la vita. Come condannati a caccia di sentenze, viaggiatori in balia di forze che non sanno né vogliono controllare. Per chi lo pratica il surf da onda ti lega al mare come un pescatore alla propria lenza, con quel vincolo sottilmente onesto e crudele, e ironico, che soltanto la Natura sa stabilire con l’uomo.
    E’ un legame che porta lontano, disegnando traiettorie su terre distanti, ai confini del mondo, tra lingue e aromi sconosciuti,e genti mai viste prima con le quali si condivide un segreto che in pochi sapranno capire dopo, e che alla fine ti riconduce nuovamente su quella stessa spiaggia, insieme a quegli stessi amici, di fronte a quello stesso mare, ad annusare quel medesimo odore che taluni amano chiamare casa.
    Inutile dirlo, il surf si nutre di storie e di parole come il mare fa con la sabbia: ne va della sua stessa sopravvivenza.
    Si dice che il surf sia una forma di cultura.
    Si dice che sia uno stile di vita.
    Si dice che il surfista sogni onde perfette per poi scoprire che l’onda perfetta in realtà è quella surfata il giorno prima, mentre in un fiume di corrente d’acqua marrone ha ricavato quel barlume d’onda capace di illuminargli la giornata.
    Questo si dice.
    Che non esiste nessun posto così distante da casa propria come il posto in cui si è lontani da se stessi: anche se sei nel tuo soggiorno, seduto sul tuo divano, davanti al tuo televisore. La casa di chi ama il mare è nel mare: non c’è surfista che non si senta così a casa propria come quando è a cavallo della propria onda. Ovunque essa sia.
    Si dice che ogni volta che si entra in mare si stia tornando a casa, e che non si parte tanto per tornare quanto perché andare è come venire, e partire è già incamminarsi sulla via del ritorno.
    Si dice che la vita stessa sia un viaggio.
    E che il surf altro non sia che una forma di religiosità.
    Si dice che i surfisti sono come una tribù, con proprie regole, e un proprio linguaggio, e un proprio codice d’onore, e quell’incredibile capacità di attraversare paesi e incontrare persone che, come loro, sono divorate da un demone in lotta con l’anima, che stringe lo stomaco ogni volta che annusando l’aria si avverte il sapore del salmastro.
    Si dice (e questo l’ho letto da qualche parte una volta ed è fantastico a dirsi) che attraversare i posti sia diverso da vivere i posti, ma altrettanto poetico, e che senza una destinazione ogni attimo è un esame, e che l’unica salvezza sia sapere cosa fai e chi sei. Ma soprattutto si dice che se sai farlo allora tutte le situazioni diventano ugualmente importanti, e il posto dove sei è soltanto una tappa verso il prossimo. Si dice che questa sia la sola differenza tra surfare e non farlo.
    Tutto questo è vero.
    Ma non è ancora sufficiente.
    Il surf è rivelazione.
    Il surf ti cambia la vita.
    Il surf è lo sport dei re.
    Un incantesimo maledetto. Una malattia, una missione un semplice gioco punto e basta. Un rito.
    Quello che io so è che alle volte cercare di definire il surf dà l’idea di profanare un silenzio carico di significati con parole che non ne hanno mai abbastanza.
    Spiegare il surf è difficile, definirlo praticamente impossibile, capirlo può essere incredibilmente facile.
    Che altro? Nient’altro.
    Chi ha navigato tanto lo sa bene che alle volte non sono le parole che ama il mare: ma i silenzi.

    May 29

    No MoRe PaIn

    E' strano come i nostri sentimenti si alternino tra il continuo rincorrersi di gioia e dolore, felicità di vivere e malinconia del cuore...Oggi era una splendida giornata di sole poi è divenuta grigia e piovosa…

    Nel momento in cui cerchi di trovare le parole giuste per essere vicino ad un amico che soffre o semplicemente per te stesso, ecco che le parole che prima avevano un senso, ora non lo hanno più. Inutili, inchiostro nero, come le immagini nella mente di chi soffre.

    Strano a dirsi, ma la vita va avanti.

    La lontananza, come la mancanza, è solo una nostra intenzione. Le persone che amiamo continuano a vivere dentro di noi, anche se il destino non ci permette di stare con loro. Sono sicura che incontreremo ancora queste persone se il destino lo vorrà e i colori saranno gli stessi di sempre, i colori della felicità, dei momenti magici trascorsi insieme.

    Se penso ai miei momenti magici rivedo il Pantheon, sento le note di “Occhi da Orientale”, sento il calore di un abbraccio al concerto dei Negramaro e l’emozione del primo appuntamento da Bisteak, l’imbarazzo per il maniaco al Cinema Barberini, il Gospel di Natale e tanti, tanti momenti indimenticabili che vivono ora in un angolo della mia mente.

    Cara sorellina mi chiedi come fare ad andare avanti, dove trovare una ragione…beh la ragione puoi trovarla in quello che hai vissuto, oggi sei più ricca e completa per un’esperienza che ti ha dato senza nulla chiedere. Nel momento in cui vi saluterete definitivamente fagli un grande sorriso, sarà il tuo modo di dirgli TI AMO, sarà il più bel modo perché lo lascerai con la gioia nel cuore, trattieni le lacrime, chiudi fra i denti il tuo dolore, sii forte, sorridi e poi abbraccialo, gli lascerai il tuo calore e il tuo profumo eterno. Quando poi si volterà per l’ultima volta mandagli un bacio, sarà straziante, ma te continua a sorridere perché amare spesso significa rinunciare a qualcuno per amor suo.

    PaiN iS LovE...No MoRe pAiN

    May 21

    Pain is love

    E allora eccomi qui e adesso resto un pò da sola, per il mondo oggi non ci sono e voglio restare con me stessa a pensare.
     
    Tu sei quelle cose che mi appartengono da sempre, un lampo che mi attraversa, senza parlare, un'ombra.
    Voglio lasciarti andare così, come il fiume che scorre e trascina via con sè le macerie di una storia mai cominciata, mai vissuta.
     
    Una lacrima disegna un solco tra i miei brividi, cerco sul tuo volto un ricordo e un brivido chiude lo stomaco, rimango incredula perchè ogni emozione è morta, mi fermo un attimo qui, anzi mi si ferma il cuore...troppo distanti o forse troppo simili...
     
    Un mistero e chissà se è vero quel che i miei occhi mi stanno dicendo, un istante il mio viso riflesso, vedo i miei ricordi immortalati, rimango incredula e so che qualcosa muore dentro...
     
    Pain is Love
     
    May 15

    Un gabbiano

    la storia che sto raccontando parte dal 1999, quando finì il Liceo e cominciò la vita universitaria, la vita dei "grandi"! Ma di chi stiamo parlando? Cos’è cambiato in quella ragazzina che “correva” spensierata al campo scuola?

    Beh, dicono che io sia una persona forte, che ha coraggio di affrontare la vita con tutte le conseguenze che ciò comporta. Dicono di me che sono una "donna d'altri tempi", che ho un cuore, dei sentimenti e dei principi, dicono di me che vivo con passione, che so emozionarmi, so lottare, so avere grinta, dicono di me che ce la posso fare, che ho testa e tanta voglia di fare...dicono di me che un giorno, forse non troppo lontano, raggiungerò con un dito i miei sogni e coglierò la vera essenza della vita.

    Dicono di me…

    Lo so, sono prolissa e me ne scuso fin da ora. Amo, urlo, piango, rido, mi emoziono mentre scrivo, lo facevo anche al liceo, ma eravamo troppo occupati a cazzeggiare per accorgerci di un tramonto o di un’alba, o di quanto è bello emozionarsi per delle parole che vengono dal profondo dell’anima.

    Da quando sono a Roma ho avuto modo di pensare molto, sono cresciuta a forza di batoste, ho imparato a non giudicare mai.

    Ho convissuto con ben 16 persone diverse, a me il Grande Fratello mi fa un baffo! Ho sofferto di solitudine chiusa in quella camera, ho sentito la mancanza delle forti radici dell’albero da cui sono nata, ma dovevo e volevo affrontare tutto da sola e così e stato.

    Quando feci il primo lungo viaggio in Brasile mia madre mi scrisse una mail che mi colpì, ero dall’altra parte del mondo e lei scriveva: “Mi ricordo quando eri bambina e cercavo di farti salire sul passeggino, ma te non volevi, dicevi:”sola, faccio tutto sola”. Non avrei mai creduto che quella sarebbe diventata la regola della tua vita”. Parole semplici, forti, quasi strazianti per il mio debole cuore. Ma è così, questo è il mio più grande pregio e il mio più grande difetto, voglio fare tutto da sola, costruire i miei sogni per poi un giorno guardarmi indietro e sorridere come chi vede, dopo tanta fatica, la cima della montagna.

    Vorrei lasciare traccia di una poesia che adoro e che, credo, mi descrive e mi rappresenta. S’intitola “Gabbiani”

    “Non so dove i gabbiani abbiano il nido

    ove trovino pace

    io sono come loro

    in perpetuo volo

    la vita la sfioro

    com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo

    e come anch’essi cerco la quiete

    la gran quiete marina

    ma il mio destino

    è vivere balenando in burrasca”

    May 14

    Occhi Verdi

    Ho scritto il tuo nome su un foglio trasparente

    Per renderlo eterno, nitido, come i tuoi occhi verdi.

      Quei tuoi occhi che raccontano emozioni,

    sguardo limpido di dolcissime illusioni.

    Tutto scritto su di un viso che non riesce ad imparare

    Come chiudere fra i denti il suo dolore.

      Sono occhi di ambra lucida, tra palpebre di viole,

    sei tu il mio grande amore, sei tu il Sole.

      Te oggi bella come non mai, moglie ideale, mamma speciale.

    Condottiera coraggiosa, lavoratrice dignitosa.

    Te, prodiga d’amore, cammini a testa alta fra l’errore.

      Con la tua semplicità mi hai insegnato che cos’è la libertà.

    Il tuo motto è lealtà, la tua forza si chiama volontà.

      Quasi ineffabile, mi chiedo se tu sia tangibile,

    di sicuro sei incredibile!

      Te infinita, te che mi hai dato la vita…

      Con questo anello io ti sposo,

    sono 50, ma non lo diciamo,

      Je t’aime

    I love you

    Ti Amo!

     Auguri Mamma

    Somewhere over the rainbow

    Ho visitato un luogo lontano, un luogo al di là dell'arcobaleno...le hawaii. Leggenda vuole che al di là dell'arcobaleno si trovi un tesoro. Nel corso della storia molti uomini hanno cercato questo tesoro, invano. Io l'ho trovato, era proprio là, al di là dell'arcobaleno, nel paese dell'aloha. Ho capito perchè nessuno ha mai trovato il tesoro, semplicemente sbagliava a ricercarlo altrove. Il tesoro io l'ho trovato dentro di me, il tesoro è la propria serenità , la pace con noi e con il mondo che ci circonda, il tesoro è il viaggio, la strada che percorriamo per raggiungere una meta sognata, il tesoro è la vita, gli amici, l'amore...ma alla fine il tesoro si trova sempre dentro di noi, inutile cercarlo ai piedi di un arcobaleno o in un'altra persona. Il tesoro è parte di noi, è l'essenza della nostra anima, è l'amore e la gioia di vivere che c'è in noi.
     
    Aloha sempre e per sempre.

    A mio nonno

    Ad Antonio

    Vorrei raccogliere il tuo mondo

    E liberare i grandi sogni di un tempo che è stato.

    Vorrei colorare la tua vita dei colori dell’arcobaleno.

     Vorrei riprendere il viaggio di una vita.

    Ripercorrere le speranze e le aspettative di un giovane ragazzo veneto.

    Vorrei rimanere al tuo fianco, per diventare il tuo cavallo

    E trasportare dolcemente il peso dei tuoi anni, delle tue rinunce,

    del tuo amore,

    cancellando tutte le sofferenze di una vita.

    Vorrei tornare in quei luoghi vissuti, tra la casa cantoniera ed i conigli,

    per riascoltare le parole che sussurravi ad un campo di grano;

    Ma ecco il tempo non tace,

    è il giorno della tua festa e se una lacrima dovesse bagnarmi il viso,

    è soltanto la mia anima che sospira e anela di stare con te.

    Vorrei, Vorremmo… far vivere questo momento per sempre.

     

    January 16

    Il viaggio verso ITACA

    Itaca

    Quando ti metterai in viaggio per Itaca
    devi augurarti che la strada sia lunga,
    fertile in avventure e in esperienze.
    I Lestrigoni e i Ciclopi
    o la furia di Nettuno non temere,
    non sara` questo il genere di incontri
    se il pensiero resta alto e un sentimento
    fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
    In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
    ne' nell'irato Nettuno incapperai
    se non li porti dentro
    se l'anima non te li mette contro.

    Devi augurarti che la strada sia lunga.
    Che i mattini d'estate siano tanti
    quando nei porti - finalmente e con che gioia -
    toccherai terra tu per la prima volta:
    negli empori fenici indugia e acquista
    madreperle coralli ebano e ambre
    tutta merce fina, anche profumi
    penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
    va in molte citta` egizie
    impara una quantita` di cose dai dotti.

    Sempre devi avere in mente Itaca -
    raggiungerla sia il pensiero costante.
    Soprattutto, non affrettare il viaggio;
    fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
    metta piede sull'isola, tu, ricco
    dei tesori accumulati per strada
    senza aspettarti ricchezze da Itaca.
    Itaca ti ha dato il bel viaggio,
    senza di lei mai ti saresti messo
    sulla strada: che cos'altro ti aspetti?

    E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avra` deluso.
    Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
    gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.

    Costantino Kavafis

    November 13

    una barca che anela il mare oppure lo teme

    Molte e molte volte ho studiato

    la lapide che mi hanno scolpito.

    E' una barca, con le vele ammainate

    In un porto. In realtà non è questa

    la mia destinazione, ma la mia vita.

     

    Perchè l'amore mi si offrì e io mi ritrassi

    Dal suo inganno. Il dolore bussò alla mia porta

    Ma io ebbi paura. L'ambizione chiamò,

    Ma io temetti gli imprevisti.

     

    Malgrado tutto avevo fame di un significato

    Nella vita. E adesso so che bisogna alzare le vele

    E prendere il vento del destino ovunque spinga la barca.

    Tentare di dare un senso alla vita può condurre alla follia,

    Ma una vita senza senso è il tormento dell'inquietudine

    E del vano desiderio.

    E' una barca che anela al mare, eppure lo teme.

     

     

    Edgar Lee Masters

    September 27

    HE'E NALU

    He'e Nalu in hawainano antico significa dentro l'onda, scorrere come l'acqua...riflettere, parlare di sè.
     
    SURFARE E' UNA PREGHIERA LIQUIDA
     
    He'e : "passare dallo stato solido a quello liquido"; "scorrere come sangue o acqua"; "fluire, sciogliersi"
     
    Nalu: "il formarsi, gonfiarsi e il correre dell'onda"; "liquido viscido che bagna il volto del neonato"
     
    Il Surfista "è un neonato racchiuso in un ventre d'acqua salmastra che sorge, si gonfia ed esplode scrosciando.
    September 13

    DANZANTE COME UN DERVISCIO

    Non è quello che dici: è quello che non dici.
    Non un'ombra di trasalimento,
    un bisbiglio di eccitazione.
    Questo rapporto ha la stessa passione
    di nibbi reali.
    Voglio che qualcuno ti travolga,
    voglio che tu leviti,
    voglio che tu canti con rapimento
    e danzi come un derviscio.
    Abbi una felicità delirante
    o almeno non respingerla.
    Lo so che ti suona smielato,
    ma l'amore è passione, ossessione,
    qualcuno senza cui non vivi,
    io ti dico: buttati a capofitto,
    trova qualcuno da amare alla follia
    e che ti ami alla stessa maniera.
    Come trovarlo?
    Beh, dimentica il cervello
    e ascolta il tuo cuore.
    Io non sento il tuo cuore.
    Perchè la verità, tesoro,
    è che non ha senso vivere
    se manca questo.
    Fare il viaggio
    e non innamorarsi profondamente
    beh, equivale a non vivere.
    Ma devi tentare,
    perchè se non hai tentato,
    non hai mai vissuto.